Esenzione per l’acquisto di prodotti e servizi online e diminuzione dal 6 al 3% dell’aliquota: sono queste le principali novità della Web tax, come riportano tutte le principali testate italiane, Il Sole 24 Ore in testa. Novità che hanno permesso agli operatori italiani del commercio online di rasserenarsi e che consentono al settore dell’e-commerce tricolore di continuare nella crescita senza incontrare difficoltà.

A sancire le novità un emendamento del presidente della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, che fa chiarezza sulla Web tax, apportando delle modifiche al testo presentato dal Senatore Massimo Mucchetti e approvato a fine novembre dalla Commissione del Senato.

A partire dal primo gennaio 2019, la tassa del 3% entrerà in vigore e si calcola che un gettito di 190 milioni di euro entrerà nelle casse dell’erario, 76 milioni in più sui 114 milioni stimati precedentemente dal Senato.

Relativa alle transazioni elettroniche per i servizi online, la tassa riguarda soprattutto la pubblicità sul web e verrà applicata alle aziende che realizzano oltre 3 mila transazioni relative a servizi online all’anno. Di conseguenza, saranno coinvolte soprattutto le grandi aziende senza interessare gli operatori più piccoli.

Per ora è certo che la Web tax sarà applicata alla fonte cancellando il credito d’imposta per la compensazione. In pratica, le società che acquisteranno servizi online dovranno versare al fisco un ammontare pari al 3% della spesa. Considerando, però, che la tassa entrerà in vigore all’inizio del 2019, molto potrebbe ancora cambiare sia sul fronte italiano sia su quello europeo: infatti, nel corso del 2018, arriverà la web tax europea, che potrebbe introdurre nuove e diverse linee guida da quelle di cui si discute in questi giorni in Italia.